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Storia della Sicilia: la colonizzazione, il dominio: greco, romano, bizantino, arabo, normanno, Angioini, Aragonesi, spagnolo, borbonico; l' annesione al Regno d'Italia. Movimenti migratori in Sicilia

 Sicilia: storia del popolo Siciliano

Cartaginesi e dominio di Siracusa (Dionigi il Vecchio)

Le sconfitte che i greci subirono nell’ estremo settore occidentale dell’ isola, furono causate, prima di tutto, dal dualismo interno e poi a causa dell’ avanzata dei cartaginesi e soprattutto dei romani. Rivollero quasi due secoli per avere  un tentativo di unificazione dell’ isola sotto il tiranno Ippocrate di Gela (485 a.C.) e poi sotto Gelone di Gela. L’ importanza raggiunta dalle colonie greche in Sicilia attirò le mirre espansionistiche dei cartaginesi. Selinunte ed Imera furono conquistate da Terone di Agrigento, pretesto per l’intervento armato dei cartaginesi. L’ esercito di Amilcare, generale cartaginese, fù però sconfitto da Gelone nella battagli di Imera(480 a.C.). La conservazione della grecità dell’ isola di deve a Gelone che commise come sbaglio il non cacciare definitivamente i cartaginesi. Per quasi cento anni ogni pericolo era stato scongiurato, l’ economia e la potenza crescevano di anno in anno aumentando anche le ambizioni imperialiste. Glierone I, fratello di Gelone, difese l’isola dal tentativo di conquista da parte di Anassilao di Reggio(che dominava lo stretto) e non contento sconfisse nel 474 a.C. gli Etruschi sulle acque napoletane. Siracusa più che un vero stato siciliano manifestava più che altro la sua supremazia anche nel periodo in cui passò da democrazia oligarchica a tirannia. La sua potenza, per un breve periodo, fu superiore anche ad Atene cosa che istigò gli ateniesi stessi a cercare con imbrogli di rovesciare il potere. Negli stessi anni Atene era impegnata nella famosa guerra del Peloponneso contro Sparta e Siracusa non seppe approfittare politicamente la vittoria di Sparta su Atene. Nel 408 a.C. un altro condottiero cartaginese invase con successo la Sicilia; il suo nome era Annibale che distrusse Selinunte ed Imera e nel 406 a.C. Agrigento. La Sicilia stava per diventare a tutti gli effetti cartaginese. Siracusa preoccupata da questa avanzata instaurò una vera e propria dittatura militare con Dionigi il Vecchio. Egli sottomise tutta la Sicilia orientale fino a Cefaledio (Cefalù) ed internamente raggiunse Enna promuovendo l’ ellennizzazione dei siculi, spostando la popolazione e fondendo nuove colonie come Tindari a settentrione ed Alesa. Nel 398 a.C. (non solo in quell’ anno) riuscì ad occupare Gela ed Agrigento e riconquistando territori ai cartaginesi. La Sicilia quindi era divisa per un terzo ai cartaginesi e per il restante ai greci. Dionigi può essere considerato uno dei tiranni più potenti che riuscì a dominare tutto il tirreno. Il suo sogno era quello di riunire in un unico stato i greci della Sicilia e quelli dell’ Italia meridionale. Alla sua morte gli successe Dionigi il Giovane che però non fù all’ altezza. Il ritorno di Platone a Siracusa creò un terremoto politico che intaccò la tirannia. Timoleone cercò di restaurare la democrazia, ma l’anarchia infranse il suo sogno. Le guerre ormai avevano prosciugato l’economia di Siracusa e a nulla servì l ‘arrivo di 60000 nuovi coloni dalla Grecia. Aglatocle, fattosi tiranno non riuscì a mettere in sesto le casse e anche se militarmente riuscì ad ottenere importanti vittorie contro i cartaginesi ormai il sistema si stava disgregando. aLtra causa fu l’ utilizzo di mercenari che dopo la sua morte s’ impadronirono di Messina controllando così lo stretto e creando insidie alla stessa Siracusa. La stretta morsa attuata dai cartaginesi e dai mercenari costrinse a scendere in campo il genero di Aglatocle, Pirro. Egli non riuscì ad ottenre risultati rilevanti, anzi i cartaginesi riuscirono pian piano ad avanzare sempre più. La Sicilia greca aveva fine; era terminata una delle meravigliose stagioni della storia dell’ isola; era giunta l’ era dei romani.


Geografia della circolazione e geografia economica: "economia del turismo".

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