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Storia della Sicilia: la colonizzazione, il dominio: greco, romano, bizantino, arabo, normanno, Angioini, Aragonesi, spagnolo, borbonico; l' annesione al Regno d'Italia. Movimenti migratori in Sicilia

 Sicilia: storia del popolo Siciliano

Migrazioni tra il 1861 e il primo conflitto mondiale

Dopo il ‘700 la popolazione dell’ isola vide una crescita notevole tra il 1861 e il 1881 più di 1/5 e il 1881 e il 1901 altrettanto, arrivando a toccare 3.568.124 abitanti. Si vide materialmente l’ emigrazione che dall’ interno si spostava verso la fascia costiera. Tra il 1861 e poi tra il 1881 al 1901 Palermo, Catania e Messina assorbono più di 1/5 dell’ incremento naturale dell’ isola. Sul alto orientale l’ emigrazione si dirigeva verso Sciacca, Gela, Marsala, Trapani e su quello tirrenico Cefalù ed Augusta. All’ interno le uniche cittadine che richiamavano gente in cerca di lavoro erano quelle che possedevano miniere di zolfo (Grotte, Racalmuto, Favara) nella regione di Agrigento ed Enna, Caltanissetta, Montedoro e Riesi sul nudo altipiano interno. L’emigrazione più spinta coinvolgeva le arre più povere ed arretrate. L’ interno della provincia palermitana e la zona delle Madonne. Il processo di migrazione verso le coste continuò anche nei decenni successivi accrescendo l’ economia litoranea e i centri più importanti. I centri con meno di 10000 abitanti erano diminuiti, i comuni tra i dieci e i trentamila abitanti coprivano il 32,3% di tutta la popolazione del 1861 e nel 1911 sfiorava il 40,1%; quelli da 30000 a 100000 crebbero dall’ 8,2% al 15,3% e quelli con più di 100000 abitanti passarono dal 12,4% al 17,6%. Il fenomeno dell’ emigrazione verso l’estero contributi a rallentare la crescita che aumentò tra il 1901 e il 1921 di appena il 3,2%.


Geografia della circolazione e geografia economica: "economia del turismo".

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